Gallerie foto di alcune Fontane

In questa pagina potrai trovare diverse fotografie relative ad alcune Fontane di Roma.

Descrizione:

Le Fontane di Roma dimostrano come i romani abbiano sempre avuto una gran passione per le acque pubbliche, dagli acquedotti alle terme e come, dopo i secoli della decadenza, tale passione si sia esternata nella costruzione delle numerose fontane (oltre 2.000) che ancora oggi ornano vie e piazze romane.

Fontana del Nettuno e Fontana del Moro (piazza Navona) commissionate nel 1574 a Giacomo Della Porta per le estremità settentrionale e meridionale di piazza Navona. Inizialmente uguali, progettate come vasche a pianta mistilinea poggianti su tre gradini e poi circondate da una cancellata, ben presto quella meridionale fu ornata di quattro tritoni e altre figure e poi, nel 1651, ampliata dal Bernini con l’aggiunta di una vasca al posto dei gradini e, successivamente, di una figura barbuta centrale denominata il Moro. Anche alla fontana settentrionale venne aggiunta una vasca più grande, ma solo nel 1873 furono realizzati il gruppo del Nettuno circondato da cavalli, putti e naiadi.

Fontana dei Dioscuri (piazza del Quirinale) realizzata da Domenico Fontana nel 1590, era una vasca quadrilobata con al centro un elemento che sorreggeva un catino più piccolo, il tutto sollevato di tre gradini. La struttura era addossata alle imponenti statue dei Dioscuri. Nel 1782 il gruppo dei Dioscuri venne separato, in mezzo fu posto un obelisco e la fontana originale fu smantellata per essere sostituita da una struttura simile alla precedente, ma in cui il catino centrale sommitale era costituito da una vasca in granito. I lavori e la sistemazione definitiva vennero ultimati solo nel 1818 ad opera dell’architetto Raffaele Stern.

Fontane di piazza San Pietro (piazza San Pietro) la più antica (quella sul lato del Palazzo Apostolico) risale al 1490, ma venne completamente ricostruita nel 1614 da Carlo Maderno, mentre la gemella, sul lato opposto della piazza, costruita da Carlo Fontana o da Gian Lorenzo Bernini, fu inaugurata nel 1677. In una grande vasca leggermente ellittica a bordo mistilineo è inserito un blocco ottagonale (su cui sono le insegne dei papi delle due epoche: Paolo V per la più antica e Clemente X per la più recente) che sorregge un grande catino, al centro del quale un pilastro con quattro volute sostiene una tazza rovesciata, lavorata con piccole tegole in rilievo che hanno la funzione di frantumare l’acqua che cade dai sette zampilli centrali in una miriade di piccole gocce che precipitano nel catino sottostante. La fortissima pressione idrica consentiva un getto di circa 8 metri d’altezza, ma un restauro risalente a papa Paolo VI ha ridotto di molto la pressione e il getto conseguente.

Fontana di piazza Santa Maria Maggiore (piazza Santa Maria Maggiore) realizzata nel 1615 da Carlo Maderno ai piedi della colonna che lo stesso aveva innalzato, l’anno prima, nella piazza antistante la Basilica di Santa Maria Maggiore. Alimentata dall’Acqua Felice, è una grande vasca rettangolare con i lati minori curvi e due piccole vasche sporgenti sui lati maggiori, nelle quali gettano acqua due aquile-draghi. Al centro un balaustro sorreggeva un catino circolare con uno zampillo.

Fontana della Barcaccia (piazza di Spagna) si trova ai piedi della Scalinata di Trinità dei Monti. Tra il 1627 ed il 1629 Pietro Bernini costruì la fontana a forma di un barcone, forse per ricordare - come dice la tradizione - una barca che, a causa dell'esondazione del Tevere nel Natale del 1598, era stata qui ritrovata. In realtà l'artista risolse in questo modo un problema tecnico: la pressione idrica dell’Acqua Vergine era troppo debole per fare una fontana più alta. La barca, dalle estremità molto elevate rispetto alle fiancate, è immersa in una piscina ovale, ed ha al centro un balaustro che sorregge una piccola vasca oblunga, da cui fuoriesce uno zampillo. Altra acqua sgorga internamente allo scafo da due soli (uno a poppa e uno a prua) ed esternamente da due coppie di finte bocche di cannone tra cui campeggiano gli stemmi pontifici.

Fontana del Tritone (piazza Barberini) è uno dei lavori più noti di Gian Lorenzo Bernini, realizzato nel 1643. È una vasca dal profilo geometrico mistilineo al centro della quale quattro delfini sorreggono una enorme conchiglia bivalve spalancata, nella quale è inginocchiato un Tritone che soffia in un’altra grande conchiglia da cui zampilla l’acqua proveniente da un condotto secondario dell’Acqua Felice. Questa ridiscende poi nella conchiglia d’appoggio e, attraverso le sue scanalature, cade nella vasca. Tra i delfini sono le insegne pontificie.

Fontana dei Quattro Fiumi (piazza Navona) la fontana eretta nel 1651 da Bernini su incarico di papa Innocenzo X. Fa da base ad un obelisco di epoca romana e rappresenta i quattro continenti allora conosciuti attraverso la personificazione dei loro maggiori fiumi: il Danubio, il Nilo, il Gange ed il Rio della Plata. Le gigantesche statue sono inserite in un’ambientazione floro-faunistica che richiama i continenti cui si riferiscono.

Fontana dei Tritoni (piazza Bocca della Verità) fu realizzata nel 1715 da Carlo Francesco Bizzaccheri. La vasca principale è un ottagono dai lati concavi, che richiama la stella a otto punte simbolo della famiglia di papa Clemente XI. Al centro un gruppo di rocce, su cui sono inginocchiati due tritoni che sorreggono una grossa valva di conchiglia contenente il trimonzio da cui zampilla l’acqua.

Fontana di Trevi è la mostra originaria dell'antico acquedotto dell'Acqua Vergine. Dalle prime testimonianze del 1410, attraverso un primo intervento del 1453 di Leon Battista Alberti, poi nel 1640 di Gian Lorenzo Bernini, solo nel XVIII secolo si tentò di dare finalmente una soluzione definitiva alla realizzazione della fontana. L'aspetto odierno è dovuto ad un progetto di Nicola Salvi, sostituito alla morte da Giuseppe Pannini, che tra il 1732 e il 1766, riuscì finalmente a completare l’opera. È una grande statua di Oceano che guida una conchiglia-cocchio trainata da due cavalli governati da tritoni, inserito in una scenografia rocciosa che occupa l’antera facciata inferiore del retrostante palazzo Poli. L’acqua sgorga in vari punti e si riversa in una grande piscina. Ai lati di Oceano, separati da colonne, le statue di Salubrità e Abbondanza, sopra le quali i bassorilievi di Marco Vipsanio Agrippa che approva la costruzione dell’acquedotto e la virgo che mostra ai soldati le fonti dell’acquedotto stesso. Il prospetto superiore, sorretto da quattro colonne corinzie contiene quattro statue allegoriche con una lapide commemorativa al centro, sovrastata dallo stemma di papa Clemente XII, il pontefice che, nel 1731, diede inizio all’ultima fase dei lavori.

Fontane di piazza del Popolo (piazza del Popolo) rimossa la Fontana del Trullo da sotto l’Obelisco Flaminio, nel 1823 Giuseppe Valadier la sostituì con una struttura multipla: quattro leoni agli angoli dell’obelisco che gettavano acqua in altrettante vasche. Subito dopo realizzò le due fontane gemelle al centro dei lati curvi della piazza: il Nettuno affiancato dai Tritoni in quella occidentale e la dea Roma con la lupa, il Tevere e l’Aniene in quella orientale. Entrambe le fontane consistono di una vasta piscina addossata ad un muro, sormontata da una vasca a conchiglia a sua volta sovrastata da una piccola vasca da cui precipita l’acqua; sopra al complesso i due gruppi scultorei. Da ultimo la grande mostra che sembra sorreggere la balconata del terrazzo del Pincio: è una doppia struttura in cui la metà superiore è composta da tre grossi nicchioni separati da colonne in cui l’acqua precipita a cascata; la metà inferiore è composta da un muro all’interno del quale si aprono tre nicchie più piccole, ciascuna con una vasca di raccolta dell’acqua.

Fontana delle Naiadi (piazza della Repubblica) situata al centro della piazza, dove fu trasferita nel 1888 dalla posizione originale in cui venne costruita nel 1870, è la mostra terminale dell’acquedotto dell’Acqua Pia Antica Marcia. È composta da una larga piscina circolare nella quale è inserita una struttura ottagonale dai lati alternativamente retti e concavi, al cui interno si trovano, ad altezze sempre crescenti, altre tre vasche concentriche. In corrispondenza dei lati retti della vasca ottagonale altre quattro vasche semicircolari contengono le statue bronzee delle Naiadi, mentre al centro si erge il gruppo del Glauco: una figura maschile che stringe un delfino. Tutte le opere scultoree sono opera di Mario Rutelli.

Fonte: WiKipedia

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